Dichiarazione di Francesco Poirè, segretario dell’Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani:
“Si sta per concludere l'evento Stati Generali dell’Immigrazione, un programma che ha incluso materie di dibattito quali ‘integrazione', 'immigrazione come fattore di crescita' e 'pluralismo identitario'. Molti sono stati gli ospiti istituzionali, gli accademici e gli esperti che a vario titolo sono intervenuti. Brillava per assenza il Sindaco Letizia Moratti. Si tratta di un altro fenomeno dell'atteggiamento schizofrenico che il Sindaco dimostra in varie occasioni. Milano accoglie un evento di grande significato e la massima autorità cittadina non è presente. A dimostrare ancora una volta il salto tra le parole e i fatti. A Milano è in scena una tragedia, condivisa da italiani e stranieri, relativa agli sgomberi quotidiani da parte delle forze di polizia municipale, mentre le istituzioni non si occupano di consegnare gli oltre 4.190 appartamenti demaniali VUOTI (1.230 dell’ amministrazione municipale, 2.960 dell’Azienda lombarda edilizia residenziale, secondo Legambiente) alla città, ovvero ad italiani e migranti, che dimostrano di averne un disperato bisogno. Il sottoutilizzo delle proprietà del comune è una delle CAUSE PRINCIPALI dell’occupazione illegale degli spazi da parte di famiglie che tra di loro condividono grande povertà, e gli inalienabili diritti di cui dovrebbero godere.Chiediamo pertanto al Sindaco Moratti ed al Vicesindaco de Corato di formulare immediatamente un piano di riqualificazione di tutti gli spazi demaniali inutilizzati in modo da riconsegnarli in tempi brevi ai cittadini, sotto forma di case popolari o di servizi alla persona, gratuiti e promotori di integrazione per gli stranieri in Italia.
sabato 28 novembre 2009
martedì 24 novembre 2009
GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE / RADICALI: IL REATO DI CLANDESTINITA’ METTE A RISCHIO LA SICUREZZA DELLE IMMIGRATE E VA RIFORMATO
GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE / RADICALI: IL REATO DI CLANDESTINITA’ METTE A RISCHIO LA SICUREZZA DELLE IMMIGRATE E VA RIFORMATO
Milano, 24 novembre 2009
Dichiarazione di Francesco Poirè, segretario dell’Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani:
“Domani, 25 novembre, ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Mentre le istituzioni si preparano a celebrare, ci arrivano quotidianamente le segnalazioni di donne immigrate clandestine in necessità di cure, assistenza e vittime di reati e violenza, che le nostre leggi abbandonano allo sconforto e all’insicurezza.
Secondo i dati dell’ONDA (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna), nel 2008 in provincia di Milano c’erano 170.619 immigrati regolari e 76.092 richieste di regolarizzazione fatte col decreto flussi del 2008. La paura di essere denunciati tiene lontano questi immigrati dalle strutture sanitarie, creando un tessuto di prestazioni illegali e quindi non controllabili.
Il Soccorso Violenze Sessuali della Clinica Mangiagalli e il Centro per le donne immigrate dell’ospedale San Carlo garantiscono alle donne immigrate il necessario supporto sanitario e psicologico senza denunciarle per immigrazione irregolare, ma questi servizi sono poco conosciuti e le violenze sulle donne rimangono sconosciute, i reati non vengono denunciati, i responsabili rimangono a piede libero.
Il pacchetto sicurezza è stato approvato abrogando l’articolo 35 del Testo Unico sull’immigrazione che vietava al personale sanitario di effettuare segnalazioni per immigrazione illegale. Non esiste nessun obbligo di denuncia, ma ogni immigrato irregolare resta esposto al rischio di pene a causa del proprio stato di clandestino.
A questo si aggiunge la piaga dell’aborto clandestino, in drammatico aumento proprio tra le immigrate. Come documentato dal quotidiano La Stampa, metodi improvvisati come il ricorso al Cytotec. O il ritorno delle mammane espongono le donne a gravi rischi per la salute.
L’attuale disciplina dell’immigrazione è servita anche a questo: pregiudicare l’assistenza sanitaria, aumentare l’insicurezza sospingendo verso illegalità fenomeni altrimenti controllabili, riproporre il tema dell’aborto clandestino.
Per fare qualcosa di veramente utile contro la violenza sulle donne, mi piacerebbe che domani, alle frasi di rito, si aggiungesse anche l’impegno per ripensare queste norme criminogene, vero attentato alla sicurezza delle donne, immigrate e non solo. “
Milano, 24 novembre 2009
Dichiarazione di Francesco Poirè, segretario dell’Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani:
“Domani, 25 novembre, ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Mentre le istituzioni si preparano a celebrare, ci arrivano quotidianamente le segnalazioni di donne immigrate clandestine in necessità di cure, assistenza e vittime di reati e violenza, che le nostre leggi abbandonano allo sconforto e all’insicurezza.
Secondo i dati dell’ONDA (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna), nel 2008 in provincia di Milano c’erano 170.619 immigrati regolari e 76.092 richieste di regolarizzazione fatte col decreto flussi del 2008. La paura di essere denunciati tiene lontano questi immigrati dalle strutture sanitarie, creando un tessuto di prestazioni illegali e quindi non controllabili.
Il Soccorso Violenze Sessuali della Clinica Mangiagalli e il Centro per le donne immigrate dell’ospedale San Carlo garantiscono alle donne immigrate il necessario supporto sanitario e psicologico senza denunciarle per immigrazione irregolare, ma questi servizi sono poco conosciuti e le violenze sulle donne rimangono sconosciute, i reati non vengono denunciati, i responsabili rimangono a piede libero.
Il pacchetto sicurezza è stato approvato abrogando l’articolo 35 del Testo Unico sull’immigrazione che vietava al personale sanitario di effettuare segnalazioni per immigrazione illegale. Non esiste nessun obbligo di denuncia, ma ogni immigrato irregolare resta esposto al rischio di pene a causa del proprio stato di clandestino.
A questo si aggiunge la piaga dell’aborto clandestino, in drammatico aumento proprio tra le immigrate. Come documentato dal quotidiano La Stampa, metodi improvvisati come il ricorso al Cytotec. O il ritorno delle mammane espongono le donne a gravi rischi per la salute.
L’attuale disciplina dell’immigrazione è servita anche a questo: pregiudicare l’assistenza sanitaria, aumentare l’insicurezza sospingendo verso illegalità fenomeni altrimenti controllabili, riproporre il tema dell’aborto clandestino.
Per fare qualcosa di veramente utile contro la violenza sulle donne, mi piacerebbe che domani, alle frasi di rito, si aggiungesse anche l’impegno per ripensare queste norme criminogene, vero attentato alla sicurezza delle donne, immigrate e non solo. “
domenica 1 novembre 2009
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