Fuori la politica dalle Sale Operatorie lombarde!
Dichiarazione di Francesco Poirè segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Bresciani hanno candidamente certificato la metodologia lottizzatoria da sempre utilizzata in Lombardia per la nomina dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere e poco importa che il governatore, imbarazzatissimo, abbia in tutta fretta cercato di smentirlo invocando un generico criterio di meritocrazia nelle scelte e improvvisando fantomatiche consultazioni delle comunità locali (a una settimana dalle nomine!).
In realtà ciò che Bresciani ha ammesso con la sua incredibile gaffe, dettata dalla fame di poltrone del suo partito, corrisponde a ciò che tutti gli addetti ai lavori ben sanno e che in passato anche altri ex assessori alla sanità della Lombardia hanno denunciato.
Bresciani si è sorpreso dell’interesse mediatico delle sue dichiarazioni. Che cosa c’è di male se la politica sceglie i manager delle ASL e delle Aziende Ospedaliere con un criterio di fiduciarietà politica? E’ persino possibile che lo stesso criterio venga utilizzato in tutte le altre regioni italiane. Quello che Bresciani e Formigoni non dicono è che proprio in Lombardia non dovrebbe essere così. L’originalità del modello lombardo così come è stato disegnato a partire dalla Legge Regionale 31 del 1997 sta proprio nella completa separazione fra funzione di committenza e di controllo attribuita alle ASL e funzione di erogazione delle prestazioni attribuita alle Aziende Ospedaliere. Le Aziende Ospedaliere devono essere in libera concorrenza fra di loro e con gli erogatori privati accreditati, e devono “fare a gara” per offrire i servizi migliori ai cittadini. Allora può essere persino condivisibile che i manager delle ASL, che devono controllare le regole del mercato sanitario nel territorio, siano scelti con criteri di fiduciarietà politica. Ma perché per i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere, che in Lombardia dovrebbero essere meri produttori di servizi alle persone, si dovrebbero considerare altri criteri diversi da quelli dalla pura competenza manageriale? Perché le Aziende Ospedaliere dovrebbero essere allineate alla politica? Non è questa una contraddizione evidente con gli stessi principi di libera concorrenza a cui si ispira la Legge 31?
Non è una questione di lana caprina perche proprio i Direttori Generali delle aziende Ospedaliere hanno il potere di nominare e revocare i primariati dei medici. Attraverso l’interferenza sull’autonomia gestionale dei manager la politica può cosi’ pesantemente condizionare l’autonomia professionale degli operatori del Servizio Pubblico rischiando oggettivamente di “entrare in Sala Operatoria”.
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