giovedì 23 dicembre 2010

Poirè: Fuori la politica dalle Sale Operatorie lombarde!

Fuori la politica dalle Sale Operatorie lombarde!

Dichiarazione di Francesco Poirè segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani


Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Bresciani hanno candidamente certificato la metodologia lottizzatoria da sempre utilizzata in Lombardia per la nomina dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere e poco importa che il governatore, imbarazzatissimo, abbia in tutta fretta cercato di smentirlo invocando un generico criterio di meritocrazia nelle scelte e improvvisando fantomatiche consultazioni delle comunità locali (a una settimana dalle nomine!).

In realtà ciò che Bresciani ha ammesso con la sua incredibile gaffe, dettata dalla fame di poltrone del suo partito, corrisponde a ciò che tutti gli addetti ai lavori ben sanno e che in passato anche altri ex assessori alla sanità della Lombardia hanno denunciato.
Bresciani si è sorpreso dell’interesse mediatico delle sue dichiarazioni. Che cosa c’è di male se la politica sceglie i manager delle ASL e delle Aziende Ospedaliere con un criterio di fiduciarietà politica? E’ persino possibile che lo stesso criterio venga utilizzato in tutte le altre regioni italiane. Quello che Bresciani e Formigoni non dicono è che proprio in Lombardia non dovrebbe essere così. L’originalità del modello lombardo così come è stato disegnato a partire dalla Legge Regionale 31 del 1997 sta proprio nella completa separazione fra funzione di committenza e di controllo attribuita alle ASL e funzione di erogazione delle prestazioni attribuita alle Aziende Ospedaliere. Le Aziende Ospedaliere devono essere in libera concorrenza fra di loro e con gli erogatori privati accreditati, e devono “fare a gara” per offrire i servizi migliori ai cittadini. Allora può essere persino condivisibile che i manager delle ASL, che devono controllare le regole del mercato sanitario nel territorio, siano scelti con criteri di fiduciarietà politica. Ma perché per i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere, che in Lombardia dovrebbero essere meri produttori di servizi alle persone, si dovrebbero considerare altri criteri diversi da quelli dalla pura competenza manageriale? Perché le Aziende Ospedaliere dovrebbero essere allineate alla politica? Non è questa una contraddizione evidente con gli stessi principi di libera concorrenza a cui si ispira la Legge 31?
Non è una questione di lana caprina perche proprio i Direttori Generali delle aziende Ospedaliere hanno il potere di nominare e revocare i primariati dei medici. Attraverso l’interferenza sull’autonomia gestionale dei manager la politica può cosi’ pesantemente condizionare l’autonomia professionale degli operatori del Servizio Pubblico rischiando oggettivamente di “entrare in Sala Operatoria”.

martedì 21 dicembre 2010

Poirè: Formigoni e le mazzette continue alla chiesa

Formigoni e le mazzette continue alla chiesa

Dichiarazione di Francesco Poirè, segretario dell’Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Anche sotto Natale Formigoni trova il modo di usare soldi pubblici per comprarsi il favore della Chiesa Cattolica,. Infatti nel bilancio della Regione Lombardia alla voce “dote per la libera scelta” sono stanziati 51 milioni e 800 mila euro. Mentre il presidente piange miseria e annuncia l’aumento dei costi per i pendolari a causa della riduzione delle entrate dovute ai tagli che da quanto da lui dichiarato “penalizzano la Lombardia molto più delle altre Regioni italiane”.
I pendolari che vedranno aumentare i costi dei loro abbonamenti e dei biglietti e magari diminuire il numero di corse dovranno sapere però che in solo pochi mesi il governo abusivo Lombardo è riuscito a girare, a vario titolo, alla chiesa o ad enti a lei collegati le seguenti voci di spesa:
51 milioni 800 mila euro alle scuole private (per la maggior parte cattoliche),
1 milione per la guglia centrale del Duomo,
350 mila euro per la Via Crucis del Fontana esposta al Museo Diocesano,
234 mila euro per il meeting di Rimini di CL.
Queste sono alcune delle spese pazze del presidente abusivo Firmigoni che ormai avviato verso il ventennio al comando della nostra Regione e senza vergognarsi delle illegalità compiute per permettere la sua rielezione continua a comprare il silenzio degli ambienti ecclesiastici e dei suoi amichetti di Comunione e Liberazione. Con tutti questi soldi spesi inutilmente i pendolari potrebbero avere il doppio dei treni, puntuali, puliti e con riscaldamento in inverno e aria condizionata in estate alla metà del prezzo attuale.
Nell’attesa che emerga la verità sulle firme depositate dal governatore assistiamo impotenti alla beneficenza di Firmigoni ai suoi amici in gonnella

venerdì 17 dicembre 2010

Da Piergiorgio Welby al DDL Calabrò - con Mina Welby

Venerdi 17 dicembre 2010 ore 21 - Negozio Civico ChiamaMilano Largo Corsia dei Servi 11

Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e Associazione Luca Coscioni in collaborazione con la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano

presentano:

Da Piergiorgio Welby al DDL Calabrò - 4 anni di dichiarazioni anticipate di volontà in Italia

Il 20 dicembre 2006 verso le ore 23.00, Piergiorgio Welby si è congedato dai parenti ed amici riuniti al suo capezzale, ha chiesto di ascoltare musica di Bob Dylan e, secondo la sua volontà, è stato sedato e gli è stato staccato il respiratore. Verso le ore 23.45 è quindi spirato. Il dottor Mario Riccio, anestesista, ha confermato durante una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo, di averlo aiutato a morire alla presenza della moglie Mina, della sorella Carla e dei compagni radicali dell'Associazione Luca Coscioni: Marco Pannella, Marco Cappato e Rita Bernardini.

4 anni dopo il DDL Calabrò, unico testo che si prefigge di regolare le dichiarazioni anticipate di volontà deve essere ancora licenziato dal Parlamento e dopo un primo passaggio in Senato è stato nuovamente calendarizzato alla Camera dei Deputati

Intanto alcune associazioni da anni raccolgono testamenti biologici e anche alcuni comuni hanno votato mozioni per l'istitituzione di registri comunali.

con la partecipazione di:
Mina Welby - moglie di Piergiorgio
Monica Fabbri - ricercatrice e biologa, membro della Commissione Bioetica della Tavola Valdese
Patrizia Quartieri / Giuseppe Landonio - Consiglieri Comunali
Silvio Viale - direzione dell'Associazione Luca Coscioni / Presidente di Radicali Italiani / direzione Associazione Radicale Adelaide Aglietta promotrice registro testamenti biologici al Comune di Torino

modera la serata Francesco Poirè - segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano

lunedì 13 dicembre 2010

Da Piergiorgio Welby al DDL Calabrò - 4 anni di dichiarazioni anticipate di volontà in Italia

Venerdi 17 dicembre 2010 ore 21 - Negozio Civico ChiamaMilano Largo Corsia dei Servi 11

Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano e Associazione Luca Coscioni in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano
presentano:

Da Piergiorgio Welby al DDL Calabrò - 4 anni di dichiarazioni anticipate di volontà in Italia
Il 20 dicembre 2006 verso le ore 23.00, Piergiorgio Welby si è congedato dai parenti ed amici riuniti al suo capezzale, ha chiesto di ascoltare musica di Bob Dylan e, secondo la sua volontà, è stato sedato e gli è stato staccato il respiratore. Verso le ore 23.45 è quindi spirato. Il dottor Mario Riccio, anestesista, ha confermato durante una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo, di averlo aiutato a morire alla presenza della moglie Mina, della sorella Carla e dei compagni radicali dell'Associazione Luca Coscioni: Marco Pannella, Marco Cappato e Rita Bernardini.

4 anni dopo il DDL Calabrò, unico testo che si prefigge di regolare le dichiarazioni anticipate di volontà deve essere ancora licenziato dal Parlamento e dopo un primo passaggio in Senato è stato nuovamente calendarizzato alla Camera dei Deputati

Intanto alcune associazioni da anni raccolgono testamenti biologici e anche alcuni comuni hanno votato mozioni per l'istitituzione di registri comunali.

con la partecipazione di:
Mina Welby - moglie di Piergiorgio
Monica Fabbri - ricercatrice e biologa, membro della Commissione Bioetica della Tavola Valdese, racconterà un anno di raccolta testamenti biologici a Milano
Patrizia Quartieri / Giuseppe Landonio - Consiglieri Comunali interverranno sulle mozioni presentate per l'istituzione del registro dei testamenti biologici al Comune di Milano
Silvio Viale - direzione dell'Associazione Luca Coscioni / Presidente di Radicali Italiani / direzione Associazione Radicale Adelaide Aglietta promotrice registro testamenti biologici appena approvato nel Comune di Torino
Deputati/Senatori della Repubblica - per discutere del DDL Calabrò

modera la serata Francesco Poirè - segretario dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano

Appuntamenti dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano

Care Compagne e cari Compagni,

Questa settimana durante la consueta riunione del lunedì dalle ore 21 in sede (Via Malachia Marchesi De' Taddei 10) discuteremo di progetti e proposte per una Milano migliore in vista delle elezioni Comunali del 2011 mentre venerdì 17 sarà a Milano Mina Welby per una serata da noi organizzata in collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni e la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano per l'anniversario della morte di Piergiorgio.
La serata con Mina sarà al Negozio Civico Chiama Milano in Largo Corsia dei Servi 11 ed oltre Mina parteciperanno anche Consiglieri Comunali, esponenti della Comunità Valdese e il Presidente di Radicali Italiani Silvio Viale, sarà una serata per fare il punto sulle dichiarazioni anticipate di volontà in Italia.

Lunedì 20 dicembre faremo una cena in sede per salutarci e scambiarci gli auguri prima delle festività, chiediamo a tutti coloro che vorranno partecipare di preannunciare la loro presenza in modo da poter gestire l'acquisto/richiesta di eventuali bevande/cibarie da portare, l'idea è che ogni partecipante porti qualcosa da mangiare/bere. I numeri da contattare sono quelli di Claudia 335 68 65 358 oppure Francesco 348 38 83 413

Saluti e a presto

Claudia e Francesco

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Lunedì 13 dicembre 2010 ore 21 - Sede
Proposte per una città migliore
http://www.radicalimilano.it/public/iniziative/visua.asp?dati=ok&id=1062

Giovedì 16 dicembre 2010 ore 17 - Via Palestro 16
MilanoSìMuove organizza - Referendum e oltre: la Milano che vogliamo
http://www.radicalimilano.it/public/iniziative/visua.asp?dati=ok&id=1065

Venerdì 17 dicembre 2010 ore 21 - Negozio Civico Chiama Milano Largo Corsia dei Servi 11
Con Mina Welby: Da Piergiorgio Welby al DDL Calabrò - 4 anni di dichia
razioni anticipate di volontà in Italia
http://www.radicalimilano.it/public/iniziative/visua.asp?dati=ok&id=1064

Lunedì 20 dicembre 2010 dalle 19.30 - Sede
Festa del solstizio d'inverno - cena dell'associazione
http://www.radicalimilano.it/public/iniziative/visua.asp?dati=ok&id=1061

venerdì 3 dicembre 2010

Lo striscione degli immigrati sventola ancora sulla torre di Via Imbonati a Milano

LO STRISCIONE DEGLI IMMIGRATI SVENTOLA ANCORA SULLA TORRE DI VIA IMBONATI A MILANO

Dichiarazione del radicale Lucio Bertè, membro della Direzione di "Nessuno Tocchi Caino" e dell’Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano dal Presidio degli immigrati sotto la Torre di via Imbonati.


Milano, 4 dicembre 2010

"Mentre erano in corso le operazioni per la discesa dalla Torre dell'immigrato marocchino e dell'italo-argentino Marcelo, ho proposto agli altri del Presidio di chiedere alla Polizia che almeno uno striscione fosse lasciato sulla Torre, come riconoscimento per il coraggio, per la fatica, per la forma di lotta nonviolenta praticata per i diritti degli immigrati fino al limite dello sfinimento. Alcuni erano contrari a rivolgersi alla Polizia, e per questo ho fatto la richiesta a nome dei radicali. Dopo alcuni minuti mi veniva comunicato dalla funzionaria della Questura che comandava la piazza che "a livello superiore" avevano accolto la proposta e che avrebbero lasciato "un solo striscione ben ancorato". Un piccolo gesto degno di apprezzamento, di rafforzamento del dialogo, di riconoscimento della fondatezza e della civiltà di una lotta e della dignità umana di chi è salito sulla Torre e di tutti gli immigrati che comunque si stanno esponendo, nonostante la loro estrema debolezza giuridica. Lo scopo è quello di eliminare dalle nostre norme sull'immigrazione gli aspetti incostituzionali, che producono la clandestinità e alzano ostacoli sulle vie praticabili per emergere ad una vita normale e legale. Gli obbiettivi civili di questa lotta degli immigrati vanno in direzione di un bene comune, per loro e per i cittadini italiani, e per l'interesse anche economico del nostro Paese.
Come radicali, con tanti altri cittadini, chiediamo decisioni politiche ragionevoli e non esposte alla doppia propaganda di chi da una parte specula sul pugno di ferro e di chi dall'altra ancora ritiene di rispondere con la violenza, invece di percorrere integralmente la via della nonviolenza.
Due interpellanze al Ministro Maroni sono incardinate al Senato: la prima di Emma Bonino chiede tra laltro il congelamento di tutte le espulsioni, fino alle revisione degli aspetti più controproducenti delle Leggi sull'immigrazione, quelle che, tra l'altro, concorrono a riempire le nostre prigioni. L'altra interpellanza riprende l'OdG (a prima firma Livia Turco), collegato alla Legge di stabilità finanziaria, adottato dalla Camera il 19 novembre 2010. L'OdG, firmato da deputati di tutti i Gruppi politici ad eccezione della Lega Nord, chiedeva di estendere la regolarizzazione a tutte le categorie di lavoratori, portare ad un anno il tempo per il rinnovo dei permessi di soggiorno, regolarizzare gli immigrati truffati sul permesso di soggiorno, e concederlo a chi denuncia i propri sfruttatori. Senza farsi illusioni, riteniamo che sarebbe saggio da parte del Governo, e segnatamente da parte del Ministro degli Interni, dare da subito disposizioni per soprassedere ad espulsioni immediatamente ed esemplarmente punitive proprio nei confronti di chi ha avuto il senso civico e il coraggio di esporsi in prima persona. Sarebbe un atto intelligente per facilitare il dialogo, per raffreddare e non per surriscaldare gli animi. Comunque questi immigrati sulle gru e sulle torri dovremmo tenerceli come buoni cittadini italiani, magari richiamando chi per questo è già stato espulso, perchè nel nostro Paese sono davvero pochi quelli che hanno il coraggio di praticare con coerenza forme di lotta nonviolenta per l'affermazione dei diritti umani e civili. Per chi crede anche nei simboli e nei valori immateriali che rappresentano, la Torre è un simbolo acquisito di una lotta giusta e ancora in corso. Grazie ad alcuni immigrati, anche se sono scesi; e lo striscione lasciato lassù è un giusto riconoscimento della loro dignità e del loro merito".